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Evoluzione, rivoluzione. Due parole apparentemente molto dissimili con poco o niente in comune.

La prima evoca un'idea d'ascesa, di salita, d'acquisizione di informazioni, di miglioramento, di tempo...passato, futuro. L'abbiamo sentita nominare sui banchi delle elementari a proposito della storia dell'uomo, da scimmione peloso a premio Nobel, oppure dai protozoi ai mammiferi... Poi il discorso è andato avanti, abbiamo optato per un certo tipo di "credo", di modo di essere e ci hanno spiegato che evolvere significa riconoscere la Verità, ri-scoprire potenzialità sopite, ri-cominciare a pensare in termini di Luce, di Felicità, di Unità (ri-nascita psicologica).

Rivoluzione invece ricorda un'immagine di battaglia, di combattimento, di rottura del vecchio in favore del nuovo, di caos, di periodo difficile, di necessarie perdite. In astronomia significa giro, ciclo. Leghiamo la parola alla storia; un mezzo per ottenere un repentino e drastico cambiamento, per cambiare un governo blu con uno giallo, oppure dal carretto all'automobile, dalla candela alla luce (elettrica!).

Rivoluzione è evoluzione.

Rivoluzione cioè Evolvere ancora, la erre dà alla parola evoluzione il significato di ritorno, riproposizione, reiterazione in perfetto accordo con l'andamento "a gradini" che riassume le tappe evolutive: stasi ri-evoluzione, stasi ri-evoluzione ecc.

In campo contingente, materiale, le grandi rivoluzioni hanno sempre avuto l'obiettivo di portare migliorie all'umanità, che poi ci siano riuscite o no è un argomento che esula...

I rivoluzionari sono caratterizzati dal coraggio e dall'intuizione. Il coraggio è indubbiamente necessario per portare ai molti un nuovo modo di intendere che fino a quel punto è stato prerogativa di pochi; ci vuole coraggio e forza. L'intuizione è necessaria per uscire dagli schemi abituali, per elaborare nuovi modelli, nuove proposte, più espanse, più libere da costrizioni, più consone alle capacità umane.

Perché dovrebbero avere ragione poche persone in confronto a tante?

È giusto che sia così da un punto di vista, diciamo, democratico? Il fatto è che le poche persone sono dei precursori, dei semi. Il seme è potere puro, è una foresta potenziale; possiede il 100% dell'energia e non è ancora consumato dal tempo. Eppure proprio il seme è facilmente calpestato, disperso, gettato via, visto come un fastidio sotto i denti...